olio

recondita e suprema
condizione della pentola,
piedistallo di pernici,
chiave celeste della maionese,
delicato e saporito apostolo d’insalate
soprannaturale nell’inferno bollente
dei porporati pesci.

Olio! nella nostra voce
nel nostro coro,
con intima mitezza possente
tu canti
sei lingua patria
ci sono sillabe d’olio,
ci sono parole
utili e profumate
come la tua fragrante materia.

Non soltanto il vino canta,
anche l’olio canta,
vive in noi con la sua luce matura
e tra i beni della terra
io bramo,
olio,
la tua inesauribile pace, la tua essenza verde
il tuo ricolmo tesoro che discende
dalle sorgenti dell’ulivo.

Pablo Neruda